Email: info@f-medical.it -
F-medical Group - Centro Medico Polispecialistico  -  Via Armando Fabi, 41 EX CENTRO GLOBO  -
fmedical logo piccolo
Vai ai contenuti
STRESS DA RIENTRO A LAVORO
F-MEDICAL CENTRO POLISPECIALISTICO DELLA SALUTE
Pubblicato da in Articoli ·
Scritto dalla Dott.ssa Laura Carlini
psicologa- psicoterapeuta cognitivo comportamentale
formazione in biofeedback - 10 settembre 2018

FUGGO DALLO STRESS PER RITROVARLO AL MIO RIENTRO
COSA FARE TORNANDO A LAVORO DOPO LA VACANZA

Pare sia un classico. Si attendono con tanto sospiro le ferie per prendersi un periodo di meritato riposo e ricaricarsi, per poi rientrare a lavoro e sentirsi più stanchi e spossati di prima.
fmedical stress frosinone

Cosa succede, come mai accade di sentirsi di nuovo stressati?

Anzitutto, cerchiamo di capire:

Cos’è lo stress e in quali circostanze si presenta

Lo stress è una risposta dell’organismo ad una condizione ambientale a cui deve adattarsi.

Selye (1976) definì lo stress come la sindrome generale di adattamento per indicare una risposta dell’organismo alle sollecitazioni/richieste dell’ambiente esterno, necessaria, fin dai tempi remoti, alla sopravvivenza e alla vita.
A seconda della modalità e della durata della risposta, possono essere distinti due tipi di stress:
l’eustress (stress positivo), si ha quando uno o più stimoli, anche di natura diversa, allenano la capacità di adattamento psicofisica individuale. Ciò significa che l’organismo fornisce una risposta energica e ottimale, tale da favorire il raggiungimento di obiettivi e la realizzazione prestazionale di compiti anche complessi;
il distress (stress negativo), si ha quando stimoli nocivi e minacciosi possono portare ad un abbassamento delle difese immunitarie e alla riduzione della capacità di adattamento dell’organismo. La condizione di stress permane a lungo cronicizzando le risposte psicofisiche.

Lo stress, dunque, stimola l’intero organismo, attivando il sistema nervoso centrale, neurovegetativo, il sistema neuroendocrino, cardiovascolare, muscoloscheletrico e l’apparato gastrointestinale.

I circuiti che vengono attivati dallo stress e che forniscono risposte diverse, dipendono dal tipo di evento stressante a cui si è sottoposti, dalla valutazione soggettiva cognitiva ed emotiva che viene effettuata, dalla durata e dall’intensità dello stimolo.
Ciò significa, che, nel caso di uno stress positivo, la reazione sarà immediata e di breve durata, ottimizzata e finalizzata al superamento dell’evento stressante stesso, alla sua risoluzione efficace. Lo stato di allerta che coinvolge il soggetto è orientato a produrre tutte quelle abilità che gli occorrono per fronteggiare con successo un compito o una prova. L’ipotalamo (che si trova nel sistema nervoso autonomo) regola il rilascio di epinefrina e norepinefrina, due neurotrasmettitori adrenergici che sostengono l’individuo a mantenere attiva la concentrazione e la giusta tensione per superare la condizione di stress e portare a termine un compito.

Al contrario, quando uno stress diventa cronico è perché le condizioni di attivazione dell’organismo permangono, a causa degli stressors (agenti stressanti) che continuano ad agire. Ecco che il circuito ipotalamo-pituitario-cortico-surrenale rilascia un quantitativo costante di cortisolo che riduce la capacità di risposta del sistema immunitario, rendendo il nostro organismo più vulnerabile a livello psicofisico e maggiormente esposto ad ammalarsi.
In tale condizione, è più probabile che la persona sperimenta uno stato di malessere, disagio, distraibilità, stanchezza, tono dell’umore basso, senso di spossatezza, sonnolenza, con il rischio di sviluppare con maggiore probabilità fastidi e/o dolori muscoloscheletrici e gastrointestinali, variabilità della frequenza cardiaca.  
A volte anche quando l’evento stressante di per se non è più presente, il soggetto continua a sopravalutare gli stimoli come minacciosi e pericolosi, mantenendo una stato di allarme costante e prolungato, tanto da creare un crollo delle capacità di fronteggiamento e di adattamento utili per ritrovare una condizione di benessere.
 
Esistono, dunque, differenze individuali su come le persone reagiscono alle stesse condizioni di stress e/o a stressors di diversa natura. Ciò dipende dal peso emotivo che viene attribuito e a come l’evento viene valutato.

La mediazione psicologica è fondamentale nell’esperienza di stress e ci aiuta a comprendere perché alcune persone si stressano davanti a certi cambiamenti o situazioni stressanti ed altre invece, no!

Quando allora parliamo di stress da rientro dalla vacanza?

Tornare dalle ferie può non rappresentare per tutti e allo stesso modo una causa di stress. I fattori da prendere in considerazione sono diversi, come ad esempio, la quantità e la qualità del tempo dedicato al riposo e/o alla vacanza, il grado di soddisfacimento verso il lavoro da riprendere dopo la pausa, la tipologia del lavoro, la qualità del rapporto tra colleghi, il carico di responsabilità della routine quotidiana, ecc.  
Per essere più chiari, possiamo dire che alcune persone che hanno avuto una breve pausa dal lavoro e che non hanno staccato psicologicamente dalle responsabilità professionali, come accade per molti liberi professionisti o per i dipendenti con una sola settimana di ferie, il ritorno alle incombenze di sempre può non essere un trauma né suscitare un particolare stress. Questo perché la risposta adrenergica è ancora attiva e non c’è stato da parte del soggetto un distacco psicofisico dal lavoro tale da creare una dimensione di rilassamento che consente di liberare le endorfine durante uno stato di piacere e di riposo.  
Il problema sorge quando le ferie sono più lunghe. In tal caso, si stacca per davvero dai compiti lavorativi e si sperimenta un periodo di divertimento, di mancanza di orari, di deresponsabilizzazione, il tempo scorre più lento e si è orientati solo ad occuparsi di ciò che piace e che fa piacere. E’ un momento in cui il nostro organismo si distende e si ricarica. Quando questo lieto momento termina e si è proiettati rapidamente e bruscamente nella realtà lavorativa, il nostro organismo non è pronto ad adattarsi così velocemente alla nuova condizione di attivazione e alla assenza di quegli elementi gradevoli che hanno accompagnato il riposo, pertanto si scompensa e si stressa. Ha bisogno di qualche giorno di adattamento graduale.  
Se a questo aggiungiamo cause stressanti come rientrare in un contesto lavorativo conflittuale, con un sovraccarico di lavoro, con orari e turni pesanti, responsabilità eccessive ecc. allora lo stress si aggrava e la risposta sarà costellata da una serie di sintomi più evidenti quali: ansia, insonnia, nervosismo, spossatezza eccessiva e depressione.  

Quali sono i consigli per affrontare lo stress da rientro?

La maggioranza dei lavoratori si ricarica per davvero durante le ferie, ma altrettanto rapidamente, tornando alla routine, perdono i vantaggi della agognata vacanza. Una persona su tre, come ci dicono diverse ricerche, sperimenta lo stress da rientro a lavoro.  Per molti rappresenta un vero e proprio disturbo, manifestandosi con un’incapacità di concentrarsi, distraibilità, stanchezza, scarsa prontezza psicologica e demotivazione.
C’è poi, anche una buona parte di coloro che sperimentano uno stress più significativo, che si presenta quando le cause sono contingenti al lavoro stesso.

Per questo ultimo caso, sono opportune indicazioni a livello preventivo. Ossia:
  • Diluire le ferie in periodi diversi dell’anno, non arrivare a Giugno/Luglio con un carico pressante di stress, ma prendersi periodi di ferie anche brevi, come dei weekend, per distaccarsi completamente dal lavoro e concedersi un momento di riorganizzazione delle proprie idee
  • Chiedere una consulenza psicologica, rivolgersi ad un esperto per affrontare i motivi dello stress, cercare di risolvere le conflittualità sul lavoro e imparare a gestire più efficacemente lo stress mediante l’acquisizione di strategie e tecniche opportune.
  • Coltivare altri interessi, orientare le proprie energie su altri fronti che non siano il lavoro, consente alla persona di liberare la propria creatività e aumentare l’autostima.
Nei casi, invece, di stress da rientro più comune, i suggerimenti sono di tipo più pratico che consentono al nostro organismo di risincronizzare i propri ritmi di vita:
  • Reinserirsi gradualmente nella routine. Ossia, dopo la vacanza concedersi qualche altro giorno libero per riorganizzare la propria routine piano piano, a partire da semplici compiti, allenandosi man mano alle incombenze quotidiane. L’ideale sarebbe riprendere il lavoro un po' alla volta.
  • Prolungare le vacanze. Sfruttare i weekend, dopo il rientro per prolungare l’effetto benefico della vacanza, programmando qualche gita o un’uscita fuori porta, è sicuramente meno destabilizzante e traumatico per adattarsi gradualmente alla routine e soprattutto allontaniamo l’idea deprimente che dovrà passare un altro anno prima delle ferie successive.
  • Riorganizzarsi la vita, facendo uno schema o un grafico in cui vengono evidenziati con gradualità gli impegni da riprendere in mano, a partire dal meno gravoso al più impegnativo, dando uno spazio mentale anche a nuovi progetti.
  • Dormire bene, poiché la vacanza ci ha regalato tante ore di sonno che non possono immediatamente essere ridotte a 6/7. Quindi, andare a dormire non troppo tardi e fare un buon riposo, permette di svegliarsi più energici e vitali.
  • Sfruttare il più possibile la luce del giorno. Per chi ha la possibilità di staccare prima da lavoro, concedersi delle passeggiate all’aria aperta, oppure utilizzare la pausa pranzo o il tempo libero per muoversi e recuperare energia alla luce del sole.
  • Intraprendere una attività fisica aiuta a rigenerarsi lentamente e a riprendere le abitudini quotidiane.
  • Apprendere una buona tecnica di rilassamento, per imparare ad alternare momenti in cui la nostra concentrazione è ottimale e produttiva, a fasi di recupero in cui manteniamo dentro di noi gli effetti benefici delle sensazioni di calma e di distensione utili per programmare nuovi compiti.

fmedical

VUOI UNA CONSULENZA??


Scritto dalla Dott.ssa Laura Carlini
psicologa- psicoterapeuta cognitivo comportamentale
formazione in biofeedback - 10 settembre 2018



F-Medical Group - Via Armando Fabi 41 EX CENTRO GLOBO - CAP: 03100 - Frosinone - P.IVA: 03000950604 - Email: info@f-medical.it - Web Agency: DAG STUDIO
Privacy Policy
Cookie Policy







Dove Siamo
Prenota Una Visita
Email: info@f-medical.it
Aut. Reg. n. G00839 - Dir.San. Giovanni Cirillo
Torna ai contenuti